Un mezzo pomeriggio con Tiziano a Roma

tiziano locandina

Due ore e mezzo totalmente immersi nell’arte  di Tiziano non lascia certo indifferenti.

E’ questo il valore dell’entrare in un museo: la possibilità di estraniarsi, che è anche un trovare rimedio alla quotidianeità, quando questa si fa troppo invadente.

Fra l’altro, adesso, in tutti i musei si può usufruire delle audioguide e quindi ascoltare dalla viva voce del curatore approfondimenti interessantissimi che aiutano ad entrare, quadro dopo quadro, nell’epoca e nella poetica dell’artista.

Non posso descrivere niente di ciò che ho visto, le parole risulterebbero del tutto insufficienti se non banali.

Ciò che riesco a dire è che l’impressione complessiva è  di essere entrata in contatto con l’Arte, quella che cerchiamo, a volte, di spiegare con le parole.

Non riesco a dimenticare, in particolare:

Il martirio di San Lorenzo, L’autoritratto, La deposizione, Il Cristo crocifisso, Flora, L’uomo dal guanto, papa Paolo III.

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Dafne

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12 comments

  1. Adoro Tiziano!
    E i suoi vividi ritratti, grazie ai quali ho potuto mettermi faccia a faccia con tanti personaggi di cui, raccontando storie ambientate nel Cinquecento, mi sono trovata a scrivere.

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    1. Il secondo piano della mostra è dedicato ai ritratti. Sono emozionanti per la loro incredibile raffinatezza espressiva. Ogni personaggio rivela un proprio, unico, mondo interiore ma anche sociale. Interessantissimo!

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  2. La “parte veneta” del Rinascimento (inoltrato) italiano non lo preferisco (le emozioni maggiori le conduco alla scuola fiorentina), ma è indubbio che Tiziano abbia lasciato il segno. In primis perché nella sua lunga vita ha prodotto moltissimo e ci ha mostrato una sorprendente modernità a mano a mano che andava avanti negli anni (in tal senso il martirio di San Lorenzo ha un senso di avanguardistico!). La sua pittura “senza disegno” ci ha condotto verso cime estreme come la giovanile Madonna dei Frari di Venezia o come i ritratti di Paolo III (che per mia fortuna sono a Napoli nella collezione Farnese e che ho potuto spesso studiare dal vivo); quel meraviglioso ritratto del Papa con i nipoti racchiude una intricata e nobile relazione di sentimenti e di tensione senza precedenti. I rossi cardinalizi sono di “vero velluto”!
    Non a caso Michelangelo (il suo antagonista) nel visitare lo studio del pittore cadorino ebbe a dire, ammirando la Danae (anch’essa a Napoli) “che se avesse avuto il disegno sarebbe stato il quadro più bello del mondo” (Vasari).

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    1. Quante cose interessanti Lois! Grazie ancora. Sai, dopo la mostra di Tiziano ho visitato quella di Brueghel, stesso periodo storico, ma quanta differenza. La cosidetta arte fiamminga sembra poca cosa di fronte al rinascimento italiano. Solo una cronaca ironica e colorata, ma non si avverte quella sospensione e distacco quasi spirituale che si può cogliere nel rinascimento italiano. Non si rimane incantati e senza parole.
      A presto!

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      1. sono storie che nascono da stimoli e vite diverse. Attitudini che sono poi ricondotte alla cultura nazionale. E pensare che la pittura ad olio (per evidenti esigenze di asciugatura e di tecnica) è nata proprio nei Paesi Bassi a metà del Quattrocento…

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