“Limbo” di Melania Mazzucco

E’  stato necessario qualche giorno prima di poter avere una chiara impressione del libro appena concluso. Ma poi la considerazione riassuntiva è arrivata: Melania Mazzucco ancora una volta è riuscita nel suo intento, da vera scrittrice.

All’inizio della lettura di un suo nuovo romanzo non si può sapere cosa ci aspetta (nonostante abbiamo letto tutti i suoi precedenti) dato che in ogni suo libro cambia registro, ambientazione di luoghi e di tempi. Questo è da vera scrittrice: cimentarsi ogni volta con una ispirazione diversa, un diverso interesse, senza mai cavalcare la stessa onda. E’ questa la caratteristica principale di Melania Mazzucco.

Anche in questo romanzo si percepisce la profondità dell’intento, la ricerca, la precisione, la assoluta non improvvisazione. Profondità, ricerca e precisione che riguardano l’espressione dell’animo  dei vari personaggi, come la descrizione dei luoghi in cui si muovono, e già questo potrebbe bastare per farci sentire appagati come lettori, e non avere quella sensazione di inutilità che a volte coglie durante la lettura.

Se a questo romanzo dobbiamo trovare dei difetti, si può dire che non sempre trascina; del resto è  la misurata calma del ritmo narrativo ad avvolgere  gradualmente il lettore, che unita alla  capacità della scrittrice di sommergerlo di immagini precise e vivide fa circolare nella sua testa parole, conversazioni, pensieri e situazioni, fino a farlo sentire immerso in un contesto immaginario che si dipana lentamente, per apposizioni successive di fatti ed eventi, come accade nella vita reale. E così non possiamo più smettere di seguire la narrazione.

Il romanzo ruota attorno alla figura del Maresciallo Manuela Paris che, dopo un attentato durante la missione in Afghanistan, torna in Italia alle prese con se stessa, la sua vita, la sua famiglia, le scelte, il trauma e la sua  gamba gravemente ferita.

Come per ogni romanzo della Mazzucco la trama non è importante per definire l’nteresse e la validità del libro. Come sa chi la conosce, M.M. è in grado di raccontarci le più disparate vicende, e sempre ci coinvolge intimamente, se è vero che i suoi personaggi rimangono nei nostri pensieri ancora diversi giorni dopo aver letto l’ultima pagina.

Dafne

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2 comments

  1. leggerò questo romanzo. Anch’io amo molto la Mazzucco, essendomi convinta, soprattutto dopo aver letto La lunga attesa dell’angelo, che è una scrittrice di altissimo livello, forse non da tutti apprezzata come si dovrebbe.

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