Nuovi modi di fare arte: la “Galerie le mur blue”

Nuovi modi di fare e proporre arte nelle nostre città. Intendendo per arte il voler esprimere la propria individualità e la personale lettura del mondo che ci circonda comunicandolo agli altri con mezzi e modi del tutto originali e spontanei, scevri da qualsiasi regola o forma con cui siamo abituati a veder proposta l’arte.

Potrebbe trattarsi di un  nuovo fenomeno artistico che riesce ad infrangere la resistenza – dettata dai rassicuranti codici tradizionali – verso più attuali forme di comunicazione nel campo dell’arte, maggiormente coerenti con i tempi che viviamo, e che agiscono in modo diretto nei luoghi di vita vissuta.

Qui non interessano le quotazioni o i vernissage, non interessa sapere chi è l’autore, dove vive, quando è nato. Chi espone alla “Galerie le mur blue” vuole comunicare, esprimere la propria esperienza, far porre domande a chi riesce a soffermarsi a guardare. Sì, perchè questa nuova modalità di esposizione ci coglie così impreparati che passando davanti alla “galleria”, costituita da una vecchia staccionata azzurra, si rischia di vedere e non guardare.

Ma la posizione è strategica: siamo in una piazza del centro di una città di medie dimensioni, per cui gli abitanti – presumibilmente – passerranno più e più volte da lì, e prima o poi oltre che vedere guarderanno anche, perchè questa installazione è in continua progressione, si allarga quasi quotidianamente.

Vi troviamo opere di varia natura: qualcuno provoca la nostra riflessione con suggerimenti tipo poesie, citazioni e moniti di un vissuto quotidiano quali tazzine di caffè o liste della spesa.

C’è chi ci parla di un suo vissuto attraverso un susseguirsi, che diventa sovrapposizione, di immagini fotografiche dalle forti e molteplici suggestioni che danno luogo ad un effetto caleidoscopico, dove non sono le forme che cambiano attraverso i movimenti, ma è il pensiero di chi guarda che viene indotto ad un movimento interno per le svariate composizioni mentali che si possono creare in ciascun passante/osservatore. Ecco quindi che la ricerca e l’espressione personale diventano efficaci nel risvegliare l’attenzione e nel condurre ad una osservazione riflessiva che può diventare introspezione.

C’è chi ci induce  a soffermarci sul posto, in osservazione, per l’effetto ipnotico della ripetizione di una immagine che non si manifesta subito chiaramente, richiedendo una sosta più attenta.

Il valore aggiunto e insito in questa installazione, deriva dalla semplicità sia dei materiali utilizzati che delle azioni necessarie a realizzarla, oltre che dalla familiarità del luogo dove si trova.

Semplicemente sorprendente.

Dafne

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