“Gerry” di Gus van Sant e “Kafka sulla spiaggia” di Murakami Haruki

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E’ la stessa malia quella che ci coglie nel vedere il film di Gus Van Sant e nel leggere il libro di Murakami Haruki.

In entrambe i casi l’autore ci accompagna con naturalezza in situazioni ai limiti della realtà. I personaggi che agiscono non sono del tutto inverosimili ma non ci capiterà mai di incontrarli nella nostra vita reale. E’ la maestria degli autori, ognuno con  i suoi specifici strumenti, che riesce a farci uscire da noi stessi per portarci a scoprire nuove nostre possibilità di osservazione e riflessione.

Perchè non ci annoiamo, nel guardare il film, quando gli unici due protagonisti camminano senza quasi parlare in lande deserte? E perchè, leggendo il libro, non ci sembra strano che i gatti parlino?

Probabilmente abbiamo bisogno, a volte, di sconfinare dal reale (senza arrivare al fantascientifico) per poter pensare in altro modo, mettendo in campo nostre nuove e poco utilizzate capacità intellettive.

La visione del film “Gerry” è una vera esperienza cinematografica come la lettura del libro “Kafka sulla spiaggia” è una esperienza letteraria. I linguaggi specifici dell’una e dell’altra arte, sono espressi, in questi due casi, a livelli al di sopra dell’ordinario, portando così lo spettatore ed il lettore a fruire del film e del libro come si trattasse di una esperienza del tutto nuova e sconosciuta.

Dafne

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