“Un chant d’amour”, di Jean Genet

[[posterous-content:FuzecbqEpjDldmfitDpC]]25 minuti di puro coinvolgimento; il cortometraggio pur trattando una vicenda del tutto specifica che si svolge in un ambiente circoscritto e ben definito (un carcere), parla un liguaggio sorprendentemente universale.

Impossibile raccontare la trama senza togliere la forza emotiva e poetica alla narrazione filmica. Niente parole, il film è muto. Una vero e proprio racconto per immagini che ci parla della solitudine  di uomini privati della libertà fisica e psichica perchè chiusi in un carcere, ma che vuole suggerire la privazione della libertà di agire e pensare in qualsiasi situazione e società anche se non rinchiusi in un luogo.

Ci parla dell’insopprimibile forza dei sentimenti e delle passioni che nascono dalla fisicità, e dalla forza dell’uomo inquanto elemento della natura, che come l’acqua e il vento sono prorompenti e non possono essere frenati. Tutto questo in 25 minuti di immagini, che potremmo pensare che ci stiano parlando del tema dell’omosessualità. Ma non è solo così. Qui si parla di naturalità, di uomo inquanto natura.

L’autore, omosessuale, si è espresso secondo la sua specifica esperienza e lo ha fatto senza intenti didascalici o di denuncia. Semplicemente è riuscito a rendere alla nostra portata, alla portata di tutti, la sua esperienza di passioni senza intenti scandalistici. Ed è questo che più ci stupisce: ci crediamo e ci identifichiamo, uomini o donne che siamo, omo o eterosessuali. E’ questo che lo rende un piccolo capolavoro artistico: la sua universalità, la sua poesia, la bellezza e nitidezza del significato di ogni immagine, che se pur forte ed intima non lascia spazio ad equivoci od a sensazioni scabrose così come la nitidezza delle espressioni dei protagonisti mai torbide o inquietanti. Questo breve film, come l’arte e come la poesia vera, parla di noi uomini, parla a tutti attraversando i tempi, non risultando mai datato o superato. E si guarda come fosse un quadro, o come se leggessimo una poesia, colpiti dal mistero, ognuno in modo diverso.

Bellissime le immagine dei corpi dei due uomini abbracciati, richiamano la scultura e la fotografia artistica, ricordandoci la volgarità e la scontatezza delle immagini dei nostri tempi.

[[posterous-content:iCzoFhajpJqCqEJAdsEc]]

Annunci

Lascia un tuo commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...