Film “Io sono Li” di Andrea Segre

Ogni tanto fa bene ritrovarsi a vedere un film come questo, curato nelle immagini, lento, che non vuole essere accattivante, ma riesce a mostrare la realtà portandotela molto vicino, in modo diretto senza retropensieri o suggestioni. Un film lento, calmo, che può stancare se si ha bisogno di essere impressionati e allettati. Si può provare una sensazione di monotonia mentre lo si guarda, ma successivamente, dopo la giusta sedimentazione, se ne possono cogliere e apprezzare tutte qualità, si può apprezzare la fine, finissima ricerca e sensibilità del regista. Solo dopo si può capire la straordinaria bravura degli attori:

Zhao Tao

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Rade Sherbedgia

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E’ la loro professionale naturalezza che rende credibile la storia creando un’atmosfera reale che sa di vissuto.

L’nizio del film è di forte impatto, porta subito dentro la vicenda e nel carattere delle persone. Si assiste a scene di gruppo fra immigrati cinesi e non c’è il doppiaggio ma i sottotitoli. Sentire i dialoghi in lingua cinese provoca contemporaneamente un senso di estraneità e di fascino e trovo che sia stata una scelta molto importante del regista, e che corrisponda alla volontà di portare lo spettatore immediatamente e inaspettatamente in un contesto sconosciuto ma che attrae. I cinesi e gli immigrati in genere, li vediamo per le strade ma non li sentiamo quasi mai parlare nella loro lingua e non sappiamo niente di cosa succede nelle loro case, dei loro riti che mantengono anche qua da noi. Molto bella e sgnificativa la scelta di farceli ascoltare come fossimo lì. Il film è ambientato a Chioggia, ed i dialoghi fra la gente del posto sono in chioggiano stretto, tanto stretto cche spesso sono apparsi i sottotitoli. Trovo molto interessante questo aspetto della lingua, mi sembra che abbia una sua importanza estetica, funzionale al film.

Il tema del film è la lontananza dalla propria terra, dai propri affetti e la solitudine che ne consegue. Parla di una piccola comunità di persone che ruota attorno ad un bar, dove lavora “la cinese”. E parla della lentezza delle relazioni, del lento cammino che occorre affinchè le persone si accettino e si riconoscano le une nelle altre, Quando questo avviene è tutto molto semplice da capire, cioè è semplice capire che l’essenza e le emozioni degli uomini e delle donne sono le stesse ad ogni latitudine. E proprio per questo persone di ogni latitudine possono aiutarsi fra loro per vincere la propria specifica solitudine, che sia dovuta ad una lontananza fisica o ad una lontananza o indifferenza di relazioni umane.

Altra nota molto positiva del film è la bellezza, spesso rarefatta, di alcune immagini e paesaggi.

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